Articoli Redazionali
La professione di Investigatore
Scritto da Redazione di Investigazione Mercoledì 09 Giugno 2010 13:39
La normativa di riferimento e i percorsi formativi per accedere alla professione di Investigatore.
Nel nostro paese l’esercizio della professione di investigatore privato è sottoposto a numerose limitazioni e ostacoli. Il lavoro di investigatore è disciplinato da un’accurata e severa normativa. Il meccanismo disciplinare è complesso, principalmente è rintracciabile nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e nelle leggi, decreti e circolari del Ministero dell’Interno che, dal 1914, ordinano diritti e doveri degli investigatori. Alla base della legislazione c’è il possesso della licenza prefettizia, che non permette l’esercizio di funzioni pubbliche.
UN CONSULENTE PER LA DIFESA
La disciplina che oggi regola le attività d’investigazione privata si rifà al R.D., n.773 del 18 giugno 1931 (Titolo IV) e al relativo regolamento stabilito col R.D. n. 635 del 6 maggio 1940, ancora vigente agli art.257-260 facenti rif. al R.D.l.vo 26 sett. 1935, n.1952 ed il R.D.l.vo 12 nov. 1936, n. 2144. Dal 1989 il Detective Privato è entrato nel Codice di Procedura Penale della nostra legislazione, come Consulente Tecnico della difesa. In base all’art.190 c.p.p. (Diritto alla Prova), “[…] le prove sono ammesse a richiesta di parte” e sancisce, fra l’altro il “Principio di parità fra difesa e accusa” che si rende concreto nel diritto di entrambe a ricercare le prove.
L'AUTORIZZAZIONE
Questa attività può essere svolta, su incarico dell’avvocato difensore, da investigatori privati autorizzati. Questi ultimi, anche secondo l’art.222 della stessa legge sono autorizzati dal Prefetto con il rilascio di una licenza “purché abbiano maturato una specifica esperienza professionale che garantisca il corretto esercizio dell’attività”. Per diventare investigatore privato comunque non è necessario essere iscritti ad alcun Albo professionale. Significa anche che non bisogna sostenere un esame di abilitazione e non esistono titoli di studio univoci.
Per esercitare come libero professionista bisogna possedere un "Titolo di Polizia", cioè una licenza rilasciata dalla Prefettura. Naturalmente è consigliabile seguire una preparazione universitaria ottenendo una Laurea in Giurisprudenza o Psicologia. Oggi esistono anche percorsi formativi specialistici all'Università degli Studi dell'Aquila e l'Università di Bologna.






