L'albo dei cattivi pagatori
Scritto da Redazione di Investigazione Martedì 11 Gennaio 2011 12:42
Facciamo chiarezza e scopriamo come funziona l’albo dei cattivi pagatori, le cosiddette “centrali rischi”.
IL SISTEMA DI INFORMAZIONI CREDITIZIE Molte agenzie investigative, nel ventaglio dei loro servizi, forniscono anche consulenze finanziarie e bancarie a privati ed aziende. Numerosi clienti infatti sono interessati ai servizi di aggiornamento della posizione nella centrale rischi dei cattivi pagatori e (se possibile) alla cancellazione dall'albo dei cattivi pagatori. Scopriamo di cosa si tratta. Quando si chiede un finanziamento (anche prestiti o mutui), banche e finanziarie verificano la nostra capacità di restituire il capitale.
Queste verifiche comprendono la consultazione di un albo, o meglio di una banca dati che raccoglie informazioni su chi non paga (o paga in ritardo) le rate, i cosiddetti “cattivi pagatori”. Durante questa fase, chiamata “istruttoria di finanziamento”, si valuta il merito di credito di un soggetto e il suo livello di indebitamento. Il dato più importante è certamente la puntualità o il ritardo nel pagamento delle rate.
Quando si parla di albo dei cattivi pagatori ci si riferisce a queste banche dati, che si chiamano Sic (Sistema di informazioni creditizie) o “centrali rischi". Sono aggiornate dalle stesse banche, finanziare e intermediari per informare altre banche o finanziarie cui sarà chiesto un altro finanziamento, una carta di credito, ecc., se il cliente ha in corso altri prestiti e soprattutto se paga regolarmente.
Per un breve periodo, le banche dati del Sic ospitano anche informazioni su chi semplicemente chiede un finanziamento, anche senza ottenerlo, e le informative positive sui rapporti che si sono chiusi senza problemi. Come funziona l’utilizzo dei dati nell’albo dei cattivi pagatori?
L’uso dei dati del Sistema d’informazioni creditizie o centrale rischi o albo dei cattivi pagatori è disciplinato dal 2005 dal “Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”, stilato dal Garante della Privacy, che a tutela delle persone che richiedono un finanziamento ha imposto regole e limiti rigorosi.
TEMPI DI ISCRIZIONE ALL'ALBO DEI CATTIVI PAGATORI
Tra le più importanti limitazioni al trattamento dei dati finanziari delle persone decise dal Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi e creditizi c'è sicuramente quella che riguarda i tempi che intercorrono dalla prima rata di un finanziamento non pagata e l’iscrizione sull'albo dei cattivi pagatori.
CASO 1 Morosità di 2 rate poi sanate/ritardi superiori sanati (chiamata “Temporanea morosità”)
- se il ritardo riguarda 2 rate o 2 mesi la morosità è cancellata entro 12 mesi dalla regolarizzazione; -se il ritardo riguarda oltre 2 rate o 2 mesi la morosità è cancellata entro 24 mesi dalla regolarizzazione.
CASO 2 Ritardi non sanati (chiamata “Morosità”)
Nei casi di gravi inadempienze il Codice prevede che le informazioni sul finanziamento siano comunque cancellate dal Sistema delle informazioni creditizie (o albo dei cattivi pagatori) entro 36 mesi dalla data di scadenza del contratto, oppure dalla data in cui è risultato necessario l'ultimo aggiornamento. CHI RISCHIA DI DIVENTARE UN CATTIVO PAGATORE VA AVVISATO
In occasione di solleciti di pagamento i debitori devono essere preavvisati del rischio di iscrizione all’albo dei cattivi pagatori. Se un finanziamento poi è negato a causa delle informazioni presenti nel Sic, la banca, la finanziaria o l’intermediario dovrà informare gratis il cliente del risultato negativo della consultazione e fornire gli estremi della banca dati dove la persona risulta segnalata negativamente secondo l’art.125 TUB, d.lgs.385/93.
Coloro che diventano cattivi pagatori hanno il diritto di visionare i documenti che li riguardano custoditi all'interno dei sistemi di informazioni creditizie e possono esercitare i diritti di rettifica, aggiornamento e cancellazione.

Cattivi Pagatori





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